- I tanti contenuti e il difficile orientamento
- Gli interventi degli speaker.
- Novità marketing 2024
- Tik Tok: la piattaforma rivoluzionaria
- L’importanza del sito internet e delle newsletter come asset aziendali
- CRO e Neuromartketing
- Il futuro del marketing parla “social commerce”
- Formazione costante e applicazione concreta
Prendiamo spunto dal best seller di Douglas Adams per raccontarti cosa è accaduto nell’universo del marketing italiano, che si ritrova e fa tappa fissa ogni anno al WMF.
Prima Web Marketing Festival, ora We Make Future, la sua storia è ormai più che decennale: ha avuto inizio nel 2013 e da allora, cambiando più volte sede (Roma, Rimini, oggi Bologna), ha guadagnato popolarità e risonanza anche al di fuori dei confini nazionali.
Una vasta gamma di argomenti: non soltanto marketing e advertising, ma anche concerti, innovazione, robotica, spazi dedicati al gaming e all’editoria di settore.
Scesi dall’astronave ci troviamo con un certo senso di spaesamento. La fiera è organizzata in grandi spazi, non sempre gestiti al meglio. Nelle giornate di giovedì e venerdì la presenza è tanta, mentre sabato i visitatori sono meno.
Il marketing non si ferma mai e le novità sono molteplici. Tra uno stand e l'altro si può passare dalla robotica (simpatici e quasi coccolosi i cani robot) all’intelligenza artificiale, passando per le novità più incisive sulle piattaforme di social e advertising.
Alcune conferenze pensate in modalità "Silent party" hanno spesso una quantità di cuffie insufficiente rispetto ai partecipanti. Collegare i punti non è sempre facile, occorre spesso muoversi in fretta per raggiungere le sale con gli interventi più interessanti.
Più di qualche spoiler sul futuro del nostro settore però arriva.
I tanti richiami a un’innovazione che non aspetta. E che deve farci trovare pronti.
La selezione degli interventi a cui partecipare coinvolge tutti noi in una scelta serrata, qualche giorno prima della partenza. L’obiettivo è massimizzare quantità e qualità di informazioni da riportare nel nostro pianeta Weble e farle nostre.
Instagram by Jenn Herman: l’engagement è down per tutti.

Il primo intervento a cui abbiamo assistito è stato quello di Jenn Herman, autrice di diversi libri bestseller sull’argomento.
La prima considerazione è che l'engagement è in crisi per tutti i profili. L'algoritmo, nei fatti, riduce sempre di più la visibilità a prescindere dal follow. Argomento che tornerà più volte durante la tre giorni.
Le attività più interessanti per comunicare su IG sono di tre tipi:
- usare i reels brevi per ottenere nuovo pubblico, e lunghi quando si tratta di un pubblico già fidelizzato;
- usare la funzione Direct Messages per interloquire direttamente con gli utenti;
- ottimizzare la bio e la caption dei post con keyword di ricerca affinché il profilo sia indicizzato dall'algoritmo.
Jenn ci ha fornito molte altre considerazioni tecnico-pratiche per migliorare e ottimizzare i profili Instagram, intercettando le modifiche di un algoritmo sempre più difficile da interpretare.
Il marketing nel 2024: il branding come punto, l’advertising come punto esclamativo. Bothism e la contaminazione delle piattaforme.
#Bothism! Il marketer M. Ritson crede che il marketing moderno rappresenti un’integrazione sempre più concentrata tra #branding e #performance.
Tempi moderni desiderano marketing moderni. Tanti marketing diversi, ma con una radice comune: il branding. A prescindere dalla dimensione dell'azienda, fare branding si rivela sempre più importante, addirittura necessario: aiuta i processi di marketing, ottimizzandoli, permettendo di massimizzare il proprio ritorno pubblicitario.
Con una spaccatura sempre meno incisiva tra online e offline. Se qualche decennio fa, media storici come radio e tv soffrivano le nuove tecnologie, oggi invece sono completamente integrati in tutti i device, senza più differenziazione.
Non solo balletti e non chiamatelo social network: #TikTok e il mondo che verrà. Sempre più legato allo #storytelling e all’intrattenimento.
Uno dei main topic del WMF 2024 è stato sicuramente TikTok.
Complice la presenza di numerosi incontri sul tema, è stato interessante capire quanto la piattaforma abbia di fatto influenzato tutto il comparto dei social, tanto è vero che Instagram, Facebook e YouTube sembrano impegnati in una rincorsa alla sua imitazione.
Gli speaker lo ripetono varie volte: TikTok non è un social network, bensì una piattaforma di intrattenimento, dove solo il 2% degli utenti produce il 98% dei contenuti e dove il ritorno d’investimento per le aziende può essere di gran lunga maggiorerispetto a quello che si pensa.
Una finestra importante per il futuro.
Ad oggi la dipendenza dalle piattaforme è un cruccio per moltissime aziende, costrette a corrispondere aumenti sempre più alti dei costi pubblicitari per essere viste e notate dal proprio pubblico di riferimento.
Non è solo una questione di ottimizzazione delle campagne, bensì di strategia generale: ad oggi le uniche piattaforme ad uso esclusivo e proprietario della tua azienda sono il sito internet e la #newsletter.
Tutti i click e il traffico che collettano sono tuoi, tutte le mail che vi si registrano sono tue. Il tuo sito e la tua newsletter sono i commerciali instancabili che lavorano 24 ore su 24, sette giorni su sette.
Farli crescere è possibile, utilizzando la giusta comunicazione e investimento.
#CRO (Conversion Rate Optimization) e #Neuromarketing: gli investimenti non soltanto economici da fare per far decollare il tuo #ecommerce.

Agli e-commerce e ai negozi online sono stati dedicati diversi interventi da più professionisti di varia estrazione, sia squisitamente teorica che tecnica.
Il mercato italiano, nonostante le sue criticità, appare sano e sempre più avvincente per le aziende che sanno posizionarsi con strategia sul loro mercato. Interessanti gli interventi di Francesco Chiappini e di Andrea Saletti.
Con un'analisi attenta dei comportamenti all'interno del sito, si possono utilizzare pratiche di ottimizzazione che aumentano non soltanto lo scontrino medio dell’utente, ma anche la sua fruizione ricorrente, arrivando all'obiettivo di fidelizzarlo, moltiplicando i suoi acquisti e abbassando il suo costo di acquisizione.
Dispiace, ma non ti parleremo di intelligenza artificiale e di robotica. Nemmeno dei pacchi di Amazon portati con i droni. Non che se ne sia parlato al We Make Future, ma sono troppo avanti nel futuro.
La vera prossima rivoluzione per tutti i tipi di business è il #social #commerce. Non più solo l’e commerce proprietario per vendere i propri prodotti e servizi, bensì pagine e profili social che si integrano con le piattaforme di vendita e transano direttamente con il consumatore, bypassando i canali attuali di vendita o integrandoli febbrilmente (come nel caso dei negozi fisici).
I social network si confermano sempre più come sostituti delle piattaforme tradizionali di ricerca web, come ad esempio YouTube, vero e proprio secondo motore di ricerca al mondo.

Come concludere questa guida galattica? L’equipaggio si è scervellato non poco.
La verità è che riprendiamo la nostra astronave pieni di nozioni, conferme e best practice. La galassia di un marketing che muta costantemente ci appare sempre più ricca di strade che possiamo offrire ai nostri autostoppisti per far crescere il proprio #business profittevolmente.
Mettiamo il punto: il vero valore di eventi come il We Make Future 2024 è quello di confrontarsi sugli spunti dei singoli eventi, uscendo dalla routine, ampliando il proprio orizzonte e confrontandosi su un nuovo ventaglio di attività. Con tante prospettive per il futuro.
Questo è un resoconto sintetico, per qualsiasi approfondimento siamo a disposizione.
