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La metamorfosi di Google, da motore di ricerca a motore di risposte. La Zero Click Search.

Tutto può cambiare in pochi click..anzi, Zero Click!

Google evolve in un "motore di risposte" con la Zero Click Search, fornendo informazioni immediate senza fare scroll. Leggi il nostro articolo per scoprire di più!

Un business da oltre 350 miliardi di dollari.

Utilizziamo Internet abitualmente per fare sempre più cose. Programmiamo le attività di lavoro, così come le vacanze e la vita di tutti i giorni. Cerchiamo il ristorante più in voga, confrontiamo i negozi online più convenienti, impostiamo tramite Alexa le pulizie di casa e gli antifurti. Ormai Internet ed il web sono parte di noi.

Cerchiamo soprattutto informazioni. Le informazioni sono sempre state risorse preziose: oggi il Web ne ha espanso il valore verso vette mai raggiunte prima. Il mercato delle ricerche online è uno dei terreni di scontro principali delle Big Tech, e grazie a raccolte di dati sempre più massicce e all’intelligenza artificiale, continua a crescere rapidamente e a coinvolgere sempre più piattaforme.

Secondo i dati più recenti, il mercato globale delle ricerche online è stimato in 350 miliardi di dollari ed è destinato ad aumentare esponenzialmente.

Ad esempio:

  • Motori di Ricerca: solo il mercato dei motori di ricerca, dominato da Google, ha generato oltre 160 miliardi di dollari di ricavi nel 2021;
  • Piattaforme di Domande e Risposte: Quora, una delle principali piattaforme di domande e risposte, ha una valutazione di mercato di oltre 2 miliardi di dollari;
  • Intelligenza Artificiale: L'AI e le tecnologie di apprendimento automatico sono integrate sempre di più con le piattaforme tradizionali. La dimensione del mercato dell'intelligenza artificiale si stima raggiungerà oltre 190 miliardi di dollari entro il 2025.

 

Il mito della Caverna di Platone

In passato erano le enciclopedie, i forum e Yahoo Answer.

mito-caverna-platone


Il mito ancestrale della caverna di Platone descrive prigionieri incatenati in una caverna, che vedono solo realtà illusorie sotto forma di ombre proiettate su una parete. La scoperta del mondo esterno di uno di loro simboleggia il passaggio dalla ignoranza alla conoscenza.

Citiamo il grande filosofo poiché il suo racconto riconduce al bisogno innato dell’essere umano di scoprire ed interpretare l’ambiente circostante, andando alla scoperta di nuovi concetti e significati.

Il web di fatto ha messo a disposizione di tutti la più grande quantità di informazioni e dati mai raccolta.

I “diversamente giovani” si ricorderanno che all’inizio degli anni Duemila, con la diffusione virale del web, si svilupparono tutta una serie di portali di risposte online, come Yahoo Answers.

Primogeniti dei forum online, erano il primo tentativo massivo di utilizzare il web come raccolta di risposte per la vita di tutti i giorni. Protagonisti gli stessi utenti, che alla stregua di un moderno gioco a premi, potevano rispondere secondo le inclinazioni alle domande più disparate.

Yahoo Answers era punta di lancia di galassie e community web nate dal nulla, dallo spirito di condivisione e conoscenza di utenti, magari molto lontani geograficamente tra loro, ma assimilati dalle stesse passioni ed esigenze.

La creazione di queste micro community è interessante perché avvenne in assenza di qualsiasi regolamentazione, se non autoimposta. I forum arrivarono a creare netiquette dedicate e spesso operavano senza scopo di lucro, per il solo gusto di condividere informazioni e dare risposte.

Sempre qualche anno prima era nato l’involucro che avrebbe preso il nome di Wikipedia, ad oggi l'enciclopedia online più utilizzata al mondo. Se Wikipedia è ancora in attività, la storia di Yahoo Answers si fermò vent’anni più tardi, quando fu chiuso definitivamente. I forum degli inizi sono diventati veri e propri cimiteri digitali.

Anche i social network cercarono di entrare nel business delle ricerche online. È il caso di Meta e Linkedin, che dai loro albori cercarono di creare, riuscendoci, all’interno della propria macro community, micro community molto targhettizzate, attraverso la creazione di gruppi specifici. Alcuni di essi sono ancora molto attivi, come quelli di settore, locali e amatoriali.

I nativi digitali e gli intenti di ricerca

Danny Sullivan, Search Liaison di Google (colui che spiega e aggiorna stampa e pubblico sulle modifiche agli algoritmi), e pioniere dell’attività e della divulgazione SEO, in una recente intervista ha parlato di vero e proprio cambio di paradigma nelle ricerche online.

L’approccio degli utenti ai motori di ricerca è cambiato radicalmente, con il passare delle generazioni.

Negli anni Novanta e Duemila:

“se le persone non trovavano quello che stavano cercando, spesso sentivano che era colpa loro e non del motore di ricerca”;

Oggi la situazione si è ribaltata.

"Oggi sembra che le persone nascano sapendo come cercare e, nel caso non trovino risultati adeguati alla loro domanda, incolpino il motore di ricerca."

L’evoluzione tecnologica ha fatto il resto. Nelle prime fasi della loro storia i motori di ricerca non erano sempre capaci di gestire le ricerche in linguaggio naturale. Come dice Sullivan oggi invece… 

“basta digitare quello che vuoi in una scatola magica e puff! escono i risultati: non sono necessarie lezioni… forse è proprio perché la Ricerca è diventata così avanzata che le tendenze delle persone sono cambiate; essendo molto più facile trovare ciò di cui hai bisogno, le persone hanno sviluppato aspettative più alte e ben giustificate!”.

Zero Click Search sul posizionamento dei siti

Google stessa ha precisato che l’impatto delle ricerche zero click debba essere inteso nel giusto contesto. Il fatto che la risposta di informazioni a domanda diretta sia in continuo divenire, non significa che la visibilità per i siti internet sia calata.

La presenza di informazioni già tra i risultati di ricerca non “ruba” traffico ai siti, poiché appunto gli intenti di ricerca sono diversi. Il primo soddisfa la regola della velocità, il secondo invece quella dell’approfondimento.

Google ha dichiarato che non solo il traffico dei siti è aumentato, ma la nuova modalità permette di presentare informazioni in grado di connettere utenti ed imprese, ottimizzando la risposta diretta all’utenza. Basti pensare a quando bypassando il sito, troviamo la possibilità di chiamare direttamente l’azienda che ci interessa.

Non più solo Google

Gli assistenti vocali di Alexa e Siri per una ricerca Web sempre più integrata nella vita di tutti i giorni. E sempre più in mobilità.

alexa-assistente-vocale

Il mondo della tecnologia non dorme mai. Zero Click Search ha soltanto anticipato i tempi. Nuovi player tecnologici hanno investito negli anni per integrarsi in un contesto sempre più competitivo.

Due i protagonisti dell’innovazione tecnologica degli ultimi anni: l’Intelligenza Artificiale (Chat Gpt) e gli assistenti vocali di Amazon, Alexa, e Apple, Siri.

I nuovi attori hanno ribaltato di nuovo la situazione, ampliando di fatto la concorrenza e incalzando Google in un contesto, quello delle ricerche online, che lo vedeva protagonista indiscusso.

Chat GPT prende le informazioni Bing di Microsoft, mentre Alexa e Siri non hanno alcuna preferenza nello scegliere le loro fonti di informazioni, semplicemente le integrano al loro interno per dare la risposta più veloce e pertinente possibile.

Nella prossima newsletter tratteremo nello specifico le fonti d'informazione di Chat GPT, Alexa e Siri.

Omnicanalità 3.0

Best practices per non perdere il treno dell’innovazione.

Nel panorama digitale odierno, la semplice indicizzazione non è più sufficiente per mantenere la competitività. Le aziende devono adottare strategie omnicanale avanzate per soddisfare le aspettative dei consumatori.

Per sfruttare appieno questa rivoluzione bisognerà che le aziende prestino attenzione, sempre di più a:

  • sincronizzazione dei dati aziendali su tutti i canali. Il successo di un’indicizzazione così frammentata si basa sulla coerenza dei dati. Bisogna che le informazioni tra diverse piattaforme concordino tra loro. Occorre prestare attenzione a questo particolare;
  • risposte sincronizzate e transmediali; se l’esperienza è transmediale, lo deve essere anche la risposta del costumer service: pronta, responsive, sincronizzata, in grado di anticipare i complaint. Questo vale per il negozio, il mobile, il sito desktop e i social media;
  • una gran parte di dati è già a disposizione delle aziende. Costruire iniziative in base alla loro analisi avanzata permette di comprendere preferenze e comportamenti, riuscendo ad essere più precisi nell'intercettare bisogni e desideri;
  • tramite l’AI ed il Machine Learning si possono offrire suggerimenti e promozioni personalizzate e sincronizzate in tempo reale.

Tutti noi cerchiamo continuamente risposte alle nostre domande. Il fatto è che per lo più quelle risposte arrivano dalla rete. Per le aziende governare questi processi significa governare il futuro.

Domande frequenti

Che cosa significa Zero Click Search?
La Zero Click Search indica tutte quelle ricerche in cui l’utente trova la risposta direttamente nella pagina dei risultati di Google, senza dover cliccare su un sito esterno. È il caso di informazioni immediate come definizioni, orari, dati sintetici, risultati sportivi, schede aziendali o risposte brevi visualizzate in primo piano.
Perché Google sta diventando un motore di risposte?
Google si sta evolvendo da semplice motore di ricerca a motore di risposte perché gli utenti vogliono informazioni sempre più rapide, chiare e immediate. L’obiettivo non è più solo mostrare una lista di link, ma anticipare il bisogno dell’utente e fornire una risposta pertinente già nella SERP.
La Zero Click Search è un problema per la SEO?
Non necessariamente. La Zero Click Search può ridurre i click su alcune ricerche puramente informative, ma non elimina il valore della SEO. Le aziende devono imparare a presidiare meglio le ricerche ad alto intento, curare la qualità dei contenuti e rendere le proprie informazioni facilmente comprensibili da Google e dagli altri strumenti digitali.
Quali tipi di ricerche generano più spesso risultati zero click?
Le ricerche più esposte alla Zero Click Search sono quelle informative e immediate, come “che cos’è”, “quanto costa”, “orari”, “meteo”, “definizione”, “come fare”, oppure domande molto semplici a cui Google può rispondere in modo sintetico. Le ricerche più complesse, commerciali o consulenziali richiedono invece ancora approfondimento e confronto.
Le aziende possono ottenere visibilità anche senza click?
Sì. Anche quando l’utente non clicca sul sito, un’azienda può ottenere visibilità attraverso schede Google Business Profile, mappe, recensioni, informazioni di contatto, snippet e contenuti ben strutturati. In alcuni casi, la Zero Click Search può favorire azioni dirette come una chiamata, una richiesta di indicazioni stradali o una visita al profilo aziendale.
Come deve cambiare una strategia digitale con la Zero Click Search?
Una strategia digitale efficace deve andare oltre il semplice posizionamento su Google. Serve lavorare sulla coerenza dei dati aziendali, sulla qualità dei contenuti, sull’ottimizzazione delle schede locali, sulla presenza nei diversi canali digitali e sulla capacità di offrire risposte utili in ogni punto di contatto con l’utente.
Perché l’omnicanalità diventa sempre più importante?
L’omnicanalità diventa centrale perché oggi le persone cercano risposte non solo su Google, ma anche su mappe, social network, assistenti vocali, intelligenze artificiali e piattaforme verticali. Per essere trovata, un’azienda deve comunicare in modo coerente e aggiornato su tutti i canali, trasformando la propria presenza digitale in un sistema integrato.
  • 02 Luglio 2024
  • Silvio - Marketing Specialist
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