Utilizziamo Internet abitualmente per fare sempre più cose. Programmiamo le attività di lavoro, così come le vacanze e la vita di tutti i giorni. Cerchiamo il ristorante più in voga, confrontiamo i negozi online più convenienti, impostiamo tramite Alexa le pulizie di casa e gli antifurti. Ormai Internet ed il web sono parte di noi.
Cerchiamo soprattutto informazioni. Le informazioni sono sempre state risorse preziose: oggi il Web ne ha espanso il valore verso vette mai raggiunte prima. Il mercato delle ricerche online è uno dei terreni di scontro principali delle Big Tech, e grazie a raccolte di dati sempre più massicce e all’intelligenza artificiale, continua a crescere rapidamente e a coinvolgere sempre più piattaforme.
Secondo i dati più recenti, il mercato globale delle ricerche online è stimato in 350 miliardi di dollari ed è destinato ad aumentare esponenzialmente.
Ad esempio:
- Motori di Ricerca: solo il mercato dei motori di ricerca, dominato da Google, ha generato oltre 160 miliardi di dollari di ricavi nel 2021;
- Piattaforme di Domande e Risposte: Quora, una delle principali piattaforme di domande e risposte, ha una valutazione di mercato di oltre 2 miliardi di dollari;
- Intelligenza Artificiale: L'AI e le tecnologie di apprendimento automatico sono integrate sempre di più con le piattaforme tradizionali. La dimensione del mercato dell'intelligenza artificiale si stima raggiungerà oltre 190 miliardi di dollari entro il 2025.
In passato erano le enciclopedie, i forum e Yahoo Answer.
Il mito ancestrale della caverna di Platone descrive prigionieri incatenati in una caverna, che vedono solo realtà illusorie sotto forma di ombre proiettate su una parete. La scoperta del mondo esterno di uno di loro simboleggia il passaggio dalla ignoranza alla conoscenza.
Citiamo il grande filosofo poiché il suo racconto riconduce al bisogno innato dell’essere umano di scoprire ed interpretare l’ambiente circostante, andando alla scoperta di nuovi concetti e significati.
Il web di fatto ha messo a disposizione di tutti la più grande quantità di informazioni e dati mai raccolta.
I “diversamente giovani” si ricorderanno che all’inizio degli anni Duemila, con la diffusione virale del web, si svilupparono tutta una serie di portali di risposte online, come Yahoo Answers.
Primogeniti dei forum online, erano il primo tentativo massivo di utilizzare il web come raccolta di risposte per la vita di tutti i giorni. Protagonisti gli stessi utenti, che alla stregua di un moderno gioco a premi, potevano rispondere secondo le inclinazioni alle domande più disparate.
Yahoo Answers era punta di lancia di galassie e community web nate dal nulla, dallo spirito di condivisione e conoscenza di utenti, magari molto lontani geograficamente tra loro, ma assimilati dalle stesse passioni ed esigenze.
La creazione di queste micro community è interessante perché avvenne in assenza di qualsiasi regolamentazione, se non autoimposta. I forum arrivarono a creare netiquette dedicate e spesso operavano senza scopo di lucro, per il solo gusto di condividere informazioni e dare risposte.
Sempre qualche anno prima era nato l’involucro che avrebbe preso il nome di Wikipedia, ad oggi l'enciclopedia online più utilizzata al mondo. Se Wikipedia è ancora in attività, la storia di Yahoo Answers si fermò vent’anni più tardi, quando fu chiuso definitivamente. I forum degli inizi sono diventati veri e propri cimiteri digitali.
Anche i social network cercarono di entrare nel business delle ricerche online. È il caso di Meta e Linkedin, che dai loro albori cercarono di creare, riuscendoci, all’interno della propria macro community, micro community molto targhettizzate, attraverso la creazione di gruppi specifici. Alcuni di essi sono ancora molto attivi, come quelli di settore, locali e amatoriali.
Danny Sullivan, Search Liaison di Google (colui che spiega e aggiorna stampa e pubblico sulle modifiche agli algoritmi), e pioniere dell’attività e della divulgazione SEO, in una recente intervista ha parlato di vero e proprio cambio di paradigma nelle ricerche online.
L’approccio degli utenti ai motori di ricerca è cambiato radicalmente, con il passare delle generazioni.
Negli anni Novanta e Duemila:
“se le persone non trovavano quello che stavano cercando, spesso sentivano che era colpa loro e non del motore di ricerca”;
Oggi la situazione si è ribaltata.
"Oggi sembra che le persone nascano sapendo come cercare e, nel caso non trovino risultati adeguati alla loro domanda, incolpino il motore di ricerca."
L’evoluzione tecnologica ha fatto il resto. Nelle prime fasi della loro storia i motori di ricerca non erano sempre capaci di gestire le ricerche in linguaggio naturale. Come dice Sullivan oggi invece…
“basta digitare quello che vuoi in una scatola magica e puff! escono i risultati: non sono necessarie lezioni… forse è proprio perché la Ricerca è diventata così avanzata che le tendenze delle persone sono cambiate; essendo molto più facile trovare ciò di cui hai bisogno, le persone hanno sviluppato aspettative più alte e ben giustificate!”.
Google in prima fila per rispondere alle domande degli utenti.
La Zero Click Search è quel tipo di ricerca che non porta a nessun click sui risultati di ricerca "esterni". Il motore di ricerca rende l’informazione già disponibile, subito visibile dalla prima schermata, senza necessità di scrollare o aprire link esterni.
È il caso di quando cerchiamo informazioni sulla trama di un film, un calciatore, la posologia di un prodotto farmaceutico. Le informazioni sono posizionate in primo piano e non ci occorre fare ulteriori ricerche.

La Zero Click Search è un tema molto caro a tutti quelli che si occupano di indicizzazione nei motori di ricerca, poiché il timore è che questo nuovo modello di risposta inibisca le attività professionali di chi occupa di posizionamento (SEO).
Critiche in parte velleitarie, poiché la Zero Click Search agisce su un particolare tipo di ricerche, quelle informazionali, che come vedremo, non implicano di per sé un danno alle attività di indicizzazione di siti e landing page.
Gli intenti di ricerca degli utenti nel web. Evoluzione e obiettivi della Zero Click Search: autorità e urgenza.
Fin dagli inizi, ne parliamo nell’articolo dedicato al suo predominio qui, Google ha desiderato diventare il motore di ricerca mondiale più efficiente e user friendly per gli utenti, cercando di impostare tutta la sua attività su risposte:
- pertinenti;
- complete;
- rapide;
- ben strutturate.
Le ricerche dello Zero Click Search si basano su due condizioni “sine qua non”:
- autorità, quella di Google, che l’utente riconosce per via del suo strapotere in fatto di dati;
- urgenza, il bisogno estemporaneo e primordiale dell’utente che cerca l’informazione più corretta nel più breve termine.
Google stessa ha precisato che l’impatto delle ricerche zero click debba essere inteso nel giusto contesto. Il fatto che la risposta di informazioni a domanda diretta sia in continuo divenire, non significa che la visibilità per i siti internet sia calata.
La presenza di informazioni già tra i risultati di ricerca non “ruba” traffico ai siti, poiché appunto gli intenti di ricerca sono diversi. Il primo soddisfa la regola della velocità, il secondo invece quella dell’approfondimento.
Google ha dichiarato che non solo il traffico dei siti è aumentato, ma la nuova modalità permette di presentare informazioni in grado di connettere utenti ed imprese, ottimizzando la risposta diretta all’utenza. Basti pensare a quando bypassando il sito, troviamo la possibilità di chiamare direttamente l’azienda che ci interessa.
Danny Sullivan ha identificato quattro diverse situazioni in cui la ricerca di un utente non porta a click, ma ha comunque un ritorno per le aziende che investono in indicizzazione.
- L’utente riformula la ricerca (ovvero query), migliorando il suo intento di ricerca;
- l’utente ricerca informazioni brevi e concise e quindi si accontenta della SERP, ma nota comunque il sito da cui prende informazioni successivamente;
- l’utente contatta direttamente l’impresa;
- l’utente passa poi a una navigazione tramite app specifica, come per esempio Google Maps o Wikipedia.
Riassumendo, la Zero Click Search risponde a bisogni diversi da quello del vero e proprio approfondimento, ed è proprio ottimizzando questo intento di ricerca che i motori fanno sì di attirare clienti in modo più diretto e personale, rispondendo in modo più veloce e pertinente.
Al di là dell'ottimismo verso la possibilità delle aziende di apparire ed essere rilevanti su Google, questo passaggio da motore di "ricerca" a motore di "risposta", sicuramente penalizzerà le aziende dalla terza posizione a scendere.
Gli assistenti vocali di Alexa e Siri per una ricerca Web sempre più integrata nella vita di tutti i giorni. E sempre più in mobilità.
Il mondo della tecnologia non dorme mai. Zero Click Search ha soltanto anticipato i tempi. Nuovi player tecnologici hanno investito negli anni per integrarsi in un contesto sempre più competitivo.
Due i protagonisti dell’innovazione tecnologica degli ultimi anni: l’Intelligenza Artificiale (Chat Gpt) e gli assistenti vocali di Amazon, Alexa, e Apple, Siri.
I nuovi attori hanno ribaltato di nuovo la situazione, ampliando di fatto la concorrenza e incalzando Google in un contesto, quello delle ricerche online, che lo vedeva protagonista indiscusso.
Chat GPT prende le informazioni Bing di Microsoft, mentre Alexa e Siri non hanno alcuna preferenza nello scegliere le loro fonti di informazioni, semplicemente le integrano al loro interno per dare la risposta più veloce e pertinente possibile.
Nella prossima newsletter tratteremo nello specifico le fonti d'informazione di Chat GPT, Alexa e Siri.
Best practices per non perdere il treno dell’innovazione.
Nel panorama digitale odierno, la semplice indicizzazione non è più sufficiente per mantenere la competitività. Le aziende devono adottare strategie omnicanale avanzate per soddisfare le aspettative dei consumatori.
Per sfruttare appieno questa rivoluzione bisognerà che le aziende prestino attenzione, sempre di più a:
- sincronizzazione dei dati aziendali su tutti i canali. Il successo di un’indicizzazione così frammentata si basa sulla coerenza dei dati. Bisogna che le informazioni tra diverse piattaforme concordino tra loro. Occorre prestare attenzione a questo particolare;
- risposte sincronizzate e transmediali; se l’esperienza è transmediale, lo deve essere anche la risposta del costumer service: pronta, responsive, sincronizzata, in grado di anticipare i complaint. Questo vale per il negozio, il mobile, il sito desktop e i social media;
- una gran parte di dati è già a disposizione delle aziende. Costruire iniziative in base alla loro analisi avanzata permette di comprendere preferenze e comportamenti, riuscendo ad essere più precisi nell'intercettare bisogni e desideri;
- tramite l’AI ed il Machine Learning si possono offrire suggerimenti e promozioni personalizzate e sincronizzate in tempo reale.
Tutti noi cerchiamo continuamente risposte alle nostre domande. Il fatto è che per lo più quelle risposte arrivano dalla rete. Per le aziende governare questi processi significa governare il futuro.
