- Fonti utilizzate degli assistenti vocali e testuali
- AI nella vita quotidiana
- La diffusione degli assistenti vocali
- Assistenti vocali alla guida
- Il cambiamento del mondo, una risposta alla volta.
- Come la ricerca vocale sta cambiando il futuro delle ricerche online.
- Le fonti di informazioni degli assistenti vocali
- Siri e l’AI di Apple
- Chat GPT: l'Intelligenza Artificiale a portata di tutti
- Hey Google!
- Copilot e Microsoft
- Concludendo..per ora
- Ricerca vocale e aziende
Ti sei mai chiesto da dove arrivano le risposte dei tuoi speaker intelligenti? Da dove prende le informazioni il tuo smartphone quando chiedi il miglior ristorante in zona? Oppure quali siano le fonti d’informazioni di Chat GPT quando ti riassume una nozione? Anche noi ce lo siamo chiesti, ed è così che è iniziato il nostro viaggio alla scoperta dei dettagli e delle innovazioni sulla ricerca vocale.
Tutto è cominciato qualche anno fa, non molti se ci pensi, una mattina mentre preparavamo il caffè. Abbiamo chiesto ad Alexa di riprodurre la nostra playlist, e subito la cucina si è riempita delle nostre canzoni preferite. È stato un flash! Solo allora ci siamo resi conto di quanto dessimo per scontata questa comodità.
Abbiamo iniziato a riflettere su quanto fosse incredibile poter chiedere qualsiasi cosa a un dispositivo e ottenere una risposta immediata.

Quella stessa settimana, o forse il mese dopo, eravamo in auto diretti a un appuntamento. Avevamo bisogno di sapere se c’erano ristoranti nelle vicinanze per una rapida pausa pranzo…e ci abbiamo provato… a chiedere a Google Assistant anzichè digitare (magari alla guida) la ricerca su Google tramite il browser.
In pochi secondi ci ha suggerito alcuni meravigliosi posti nelle vicinanze, completi di recensioni e indicazioni stradali. Era sorprendente la sensazione di avere un assistente personale sempre a disposizione, che conosceva le nostre preferenze e ci forniva esattamente, in tempo reale, ciò di cui avevamo bisogno. Crediamo che sia capitato a tutti o quasi a tutti noi ormai di diventare domestici con gli assistenti vocali…vero?
Ci siamo resi conto che gli assistenti vocali sono ormai parte integrante della nostra vita quotidiana. Abbiamo controllato: ogni mese, nel mondo, si registrano trentatré milioni di ricerche vocali al giorno. Questo dato incredibile ci ha fatto capire quanto questa tecnologia stia diventando universale.
Non è solo una comodità, è un vero e proprio cambiamento epocale nel modo in cui interagiamo con la tecnologia.
Nel 2024 per ogni abitante della Terra ci sarà almeno un assistente vocale.
Abbiamo pensato a quanti dispositivi avessimo a casa: alcuni di noi ne hanno solo uno, quello obbligatorio (lo smartphone) mentre altri ne hanno addirittura 4 e più. Uno in entrata, uno in soggiorno, uno in camera da letto, uno in cucina. Ogni stanza con il suo piccolo genio connesso, pronto a rispondere alle nostre domande o ad eseguire i nostri comandi.
La facilità con cui possiamo gestire la nostra casa con la voce è diventata istantanea. Fruibile come non mai. Non dobbiamo più cercare un oggetto fisico, il telecomando, nemmeno digitare su una tastiera.
Basta parlare e dare voce ai nostri desideri.
Un giorno, mentre eravamo bloccati nel traffico, abbiamo avuto un’altra epifania.
Abbiamo iniziato a usare il nostro assistente vocale per inviare messaggi, controllare le email e persino per trovare un’alternativa al percorso. La sensazione di avere il controllo totale senza distogliere lo sguardo dalla strada era incredibilmente… liberatoria. Alcuni di noi passano moltissimo tempo in auto, e avere un assistente vocale può fare la differenza tra un viaggio stressante e uno piacevole.
La pandemia ha ulteriormente accelerato questa trasformazione. Durante il lockdown, tutti noi abbiamo passato molto più tempo a casa e ci siamo ritrovati a interagire sempre più con gli assistenti vocali. Che fosse per impostare un promemoria, chiedere una ricetta o semplicemente avere una compagnia durante le giornate solitarie, la presenza di un assistente vocale è diventata un conforto.
Ogni volta che chiedevamo qualcosa, ci rendevamo conto di quanto fosse sempre più intelligente e accurato.
Oggi Google Assistant, Siri e Alexa rispondono correttamente al 93,7% delle domande.
Questo livello di precisione è frutto di anni di sviluppo tecnologico e dell’analisi di enormi quantità di dati. Gli assistenti vocali non solo rispondono alle domande, ma imparano sempre di più da ogni interazione, diventando sempre più efficienti.

Oggi utilizziamo la ricerca vocale per tutto: cercare musica, controllare il meteo, leggere le notizie, impostare allarmi e note. Gli assistenti sono diventati una parte essenziale della nostra routine quotidiana. Non possiamo più immaginare la nostra vita senza di loro. E mentre continuiamo a scoprire nuove possibilità, una cosa è certa: la voce umana è l’input fondamentale e sarà sempre al centro di questa rivoluzione.
La prossima volta che chiedi qualcosa al tuo assistente vocale, ricordati del potere e della magia che si nasconde dietro quella semplice interazione.
Magari senza rendertene conto, stai partecipando a una delle più grandi trasformazioni tecnologiche dei nostri tempi.
E così anche noi, giorno dopo giorno, scopriamo un po’ di più su come la ricerca vocale stia cambiando il mondo, una risposta alla volta.

Solo cinque anni fa se un cliente ci avesse chiesto che cosa pensassimo della ricerca vocale, ne avremmo parlato quasi come una teoria complottista. Nel migliore dei casi, un altro universo ancora ben lungi dall’essere sviluppato e apprezzato. Tesi suffragata dalla consapevolezza che rispetto ad oggi le persone tenessero molto di più alla loro privacy. Siamo stati smentiti dalla realtà.
Ormai troviamo così semplice richiedere informazioni in rete con lo smartphone o gli smart home che ci sentiremmo persi senza di loro. Abbiamo delegato loro l’organizzazione della nostra vita, la gestione del nostro tempo. Sia al lavoro che in famiglia.
È il caso di dire che i dati “parlano” da soli.
- oltre il 60% delle persone utilizza la ricerca vocale quando sono a casa da soli;
- il 50% la usa in compagnia di amici e colleghi;
Esiste la necessità di comprendere come e quanto la ricerca vocale influenzi sempre di più come le aziende comunicano, poiché una parte considerevole delle ricerche in rete passa ormai da lì.
Alexa: la regina della ricerca vocale.
Alexa, l'assistente vocale di Amazon, è diventata presenza comune nelle nostre case e uffici. Da dove prende le informazioni?
- Bing. Sì, Alexa usa Bing come motore di ricerca principale. Quindi, se vuoi che le tue informazioni aziendali siano facilmente accessibili tramite Alexa, è una buona idea ottimizzare i tuoi contenuti per Bing.
- Amazon. Alexa sfrutta anche le enormi risorse e database di Amazon, specialmente per tutto ciò che riguarda i prodotti e la loro commercializzazione.
Apple ha annunciato l’integrazione di Siri con Chat GPT: ha tutte le intenzioni di gettarsi nella mischia degli assistenti virtuali! Farà uso di grossi modelli di linguaggio alimentati dall’IA, allo scopo di darci la possibilità di utilizzare specifiche funzioni delle app, come l’apertura di documenti e l’invio di email con la voce.
Le sue fonti d’informazione sono molteplici:
- Google
Anche se potrebbe sembrare strano, Siri usa Google per molte delle sue ricerche web. Quindi, le stesse regole di ottimizzazione SEO che valgono per Google, valgono anche per Siri. - Apple Maps
Per tutte le ricerche relative a luoghi, Siri si affida ad Apple Maps. Assicurati che la tua azienda sia ben rappresentata anche lì. - Yelp e TripAdvisor
Per le recensioni di locali e ristoranti, Siri guarda a Yelp e TripAdvisor. Avere buone recensioni su queste piattaforme può aiutare la tua azienda a risaltare quando qualcuno chiede a Siri dove andare a cena.
Chi tra i più curiosi può dire di non aver utilizzato Chat GPT durante i suoi task di lavoro per velocizzare e migliorare le proprie attività?
Integrabile anche con la ricerca vocale, la sua applicazione è entrata di diritto in tante attività, sia lavorative che extra lavorative. Permette di elaborare grandi quantità di informazioni, riuscendo a riassumerle e ottimizzarle per gli scopi più diversi.
Da dove prende le informazioni?
- Python, è codice utilizzato per eseguire calcoli complessi, analisi di dati e generare grafici o tabelle;
- DALL-E, è la piattaforma utilizzata per creare immagini in base alle descrizioni testuali fornite dagli utenti;
- Accesso a articoli di notizie, blog, siti web specializzati;
- Wikipedia, utilizzata come fonte di informazioni generali e specifiche su una vasta gamma di argomenti.
- Articoli accademici e riviste, accesso a studi e ricerche scientifiche tramite il browser;
- Siti web istituzionali e di organizzazioni, fonti affidabili come siti governativi, organizzazioni internazionali (es. ONU, OMS), enti educativi e di ricerca.
Gli speaker intelligenti di Google fungono anche da hub per la casa, offrendo una vasta gamma di servizi e applicazioni.
La capacità di Google di accedere a un vasto database di informazioni tramite il suo motore di ricerca rende gli altoparlanti estremamente versatili. Sfruttano l’enorme base dati di Google per rispondere alle nostre domande.
- Il motore di ricerca di Google Search;
- le informazioni locali di Google Maps;
- Google Calendar, per gestire gli eventi;
- Google News per le notizie;
- Servizi di Streaming: per riprodurre musica, video e contenuti multimediali;
- I dati strutturati di ricerca di Google Knowledge Graph.
Anche Microsoft ha investito ed investe in ricerca vocale, cercando di integrarla sempre di più su Windows, il sistema operativo più diffuso nel mondo. In queste settimane sono usciti i primi portatili con processori in grado di gestire il carico di lavoro derivante dalle nuove operazioni.
Il tutto per dare ai device un’interazione sempre più profonda e ottimizzata, gestendo, con il solo ausilio della voce ricerca, apertura e invio di mail e documenti.

Mentre l’assolato agosto ormai si avvicina, è notizia recentissima che Chat GPT stia per lanciare sul mercato la sua piattaforma di ricerca online. Dato indicativo, visto il grande fermento che si respira nel contesto delle ricerche vocali.
La cosa è in divenire. Appena ne sapremo di più ci sarà una newsletter dedicata!
Ora resta da capire come le aziende e i brand possono rimanere competitivi nel domani, utilizzando il grande potenziale della ricerca vocale. Qualche evergreen e best practice.
- Ottimizza il posizionamento di ricerca del tuo sito e lavora sul tuo profilo Google MyBusiness; alimenta entrambi con promozioni ad hoc e non dimenticare di chiedere recensioni ai tuoi clienti. Ricorda di essere costante, presidiare il brand è un’azione che non dovrebbe mai essere data per scontata. Fatti trovare pronto dai potenziali clienti. Costa molto meno di quanto pensi, ma fa tutta la differenza del mondo.
- Comunica i tuoi fattori differenzianti e originali sui social; anche i social contribuiscono a posizionare il tuo brand online. Tienili sempre aggiornati e comunica con i tuoi ultimi lavori, le ultime novità del settore, utilizzando le parole chiave più attuali di ricerca degli utenti;
- Il marketing è una scienza fatta di tentativi; non ci sono formule e preconcetti validi per tutti i tipi di business. Comincia a fare una comunicazione orientata al risultato e al ritorno dell’investimento.
- La cosa più importante: il posizionamento. Posiziona la tua attività in maniera da cogliere le occasioni che la tecnologia nel quotidiano porta sugli smartphone e gli speaker degli utenti.
- Gli utenti sono sempre più curiosi e attenti a come comunichi; assicurarsi di avere una buona presenza su piattaforme come Yelp, Google My Business, TripAdvisor e Apple Maps attira nuovi clienti, spesso senza dover spendere in pubblicità. Le recensioni positive sono il motore dell’incremento della tua reputazione online, incrementando la possibilità di intercettare e convertire chi non ti conosce e non sa che cosa fai.
Desideri saperne di più per aiutare la tua azienda?
