Skip to main content

Chi controlla il Clic, controlla la Rete

Si fa un gran discutere del monopolio di Google. Da dove arriva? E dove vuole arrivare?

Quella che segue è un'indagine per scoprire l'impatto che il colosso di Mountain View sta avendo sulle ricerche on line e di conseguenza sulle nostre vite e quelle delle nostre aziende.

Leggi di più sul nostro articolo!

La nascita di Google

 

controlla-clic


Nel 1998, Larry Page e Sergey Brin fondarono Google con l'obiettivo condivisibile di organizzare le informazioni online secondo le necessità degli utenti migliorando e semplificando loro la vita.

In un'epoca di confusione nel web2.0 dove imperava il pluralismo dei motori di ricerca, Google si distinse in un mercato iper-competitivo e ancora privo di modelli di business consolidati.

Larry Page sottolineava l'importanza di dare la priorità all'esperienza dell'utente per contrastare il caos delle informazioni online.

“Più informazioni ci sono in rete, maggiori sono le probabilità di ottenere informazioni sbagliate o inutili. Chi cerca informazioni significative deve lottare contro il caos.” Dichiarazione di Larry Page, citato nell'Internazionale n.353, 22 settembre 2000, pag. 21

Il primo motto di Google

la-promessa-google

Il primo motto di Google prese vita dallo spunto dell’ingegnere Paul Buchheit, il futuro creatore di Gmail, durante un incontro sui valori aziendali. L'ingegnere Amit Patel, parlando di questo motto, suggerisce che Buchheit abbia affermato che,

"...volesse qualcosa che, una volta sentito, fosse difficile da dimenticare…"

aggiungendo che lo slogan fosse stato...

"anche una frecciata a quelle società competitors, che all'epoca, tendevano a sfruttare gli utenti".

Si desiderava evidenziare quanto Google fosse “diversa” dai competitor di allora, e quanto il futuro colosso delle ricerche on line desiderasse non usare indiscriminatamente i dati raccolti dall’utilizzo del Web per scopi diversi da quelli dell’ottimizzazione, mantenendo un codice di condotta leale e rimanendo sempre "dalla parte dei buoni", ovvero quella delle persone.

Una mission interessante, visto che si prefiggeva di costruire il proprio futuro senza sfruttare i propri utenti e la loro privacy. “Dont’ be Evil” fu incluso in un documento ufficiale, in seguito chiamato “Manifesto Don’t Be Evil”, del 2004.

"Non essere cattivo. Crediamo fermamente che nel lungo termine saremo meglio serviti da un'azienda che fa cose buone per il mondo anche se rinunciamo ad alcuni guadagni a breve termine."

Com’è ormai storia nota, non è andata esattamente così…

Le controversie legali di Google

A discapito dei suoi intenti, negli anni Google è diventata protagonista di diverse cause legali su privacy, pubblicità, proprietà intellettuale.

Alphabet, la sua holding controllante, impiega ad oggi più di 1.000 avvocati, i quali si occupano di una vasta gamma di casi, tra cui proprietà intellettuale, privacy dei dati, conformità normativa, e molto altro. (fonte Statista).  Lo schema seguente ne rappresenta le tipologie (fonte Wikipedia).

controversie-legali-google

Google non sta uscendo bene da queste controversie e non soltanto per la sua stessa immagine pubblica quanto per le ricadute in termini di autorità e trasparenza verso il propri utenti.

Il 12 settembre 2023 è iniziato un processo antitrust negli USA contro Google, accusata di monopolio nel Google Play Store e nel servizio di fatturazione di Google Play. La sentenza di colpevolezza è arrivata a dicembre 2023.

L'ultima causa balzata agli onori della cronaca è recente. Ad aprile 2024, Google ha patteggiato una causa con una class action, riguardante il tracciamento degli utenti in modalità “privata” su Chrome, impegnandosi a distruggere i dati raccolti impropriamente.


L’impatto di Google sul mercato delle ricerche e dell’advertising online

Google ad oggi è diventata di fatto monopolista del mercato, aggiungendo sempre nuovi servizi, gratuiti e a pagamento, ai suoi utenti, siano essi privati o aziende. Tutto questo a discapito della concorrenza.

Per dare un’idea dei numeri, nel 2023 Alphabet ha fatturato 307,4 miliardi di dollari con un incremento di quasi il 9% rispetto al 2022. L’utile netto è stato di 73,8 miliardi, il 23% in più dell’anno precedente. (Fonte Milano Finanza)

Una quota di mercato globale superiore al 90%. Il dominio di Google nel mercato delle ricerche online e i passi verso il futuro con l’AI, Intelligenza Artificiale.


predominio-google-mercato

 

La quota di mercato di Google ormai viene stimata superiore al 90% a livello globale. Una percentuale che è diventata una barriera d’ingresso per nuovi concorrenti, monopolizzando di fatto la “research and developmentsui motori di ricerca.

I numeri sono imperiosi:

  • 90,91% Google
  • 3,64% Bing;
  • 1,61% Yandex;
  • 1,15% Baidu;
  • 1,13% Yahoo;
  • 0.55% DuckDuck&Go.
  • 0,1 % Qwant (...seguirà un nostro articolo per raccontare la sua storia).

Nei fatti solo Google ha le capacità e risorse per sviluppare tecnologie avanzate in grado di migliorare continuamente precisione ed efficacia del motore di ricerca, creando di fatto una situazione di monopolio molto complicata da risolvere per le istituzioni che provano a limitarne lo strapotere.

Google Chrome

potere-big-G

Google domina il mercato della pubblicità online che consentono alle aziende di pubblicare annunci mirati, in maniera sempre più automatizzata e precisa.

Azioni efficaci grazie alla quantità di dati che Google raccoglie dagli utenti, anche grazie ai propri strumenti che fornisce gratuitamente. Ad esempio il browser Chrome.

Anche in questo caso preponderante sul mercato.

Ad aprile 2024, Chrome viene utilizzato da più della metà degli utenti mondiali. Gli altri competitor sono di fatto staccati a livello siderale.

Dati browser utenti Desktop:

  • Google Chrome: 67.29%
  • Microsoft Edge: 14.9%
  • Safari: 7.77%
  • Firefox: 6.1%
  • Opera: 2.52%
  • Altri browser: 1.42%


Dati browser utenti Mobile:

  • Google Chrome: 65.75%
  • Safari: 23.77%
  • Samsung Internet: 4.37%
  • Opera: 2.18%
  • UC Browser: 1.45%
  • Altri browser: 2.48%


Restate sintonizzati per scoprire prossimamente come l'ex monopolista dei browser, Internet Explorer, abbia perso un mercato milionario a causa di un discutibile piano di spending review e disinvestimenti strategici.

Evoluzione grafica Campagne Adwords

primo-search-advertising

 

Essendo l’advertising on line il punto forte di tutto il modello di business di Google, negli anni il colosso lo ha fatto evolvere in una forma grafica sempre più integrata all’intero ecosistema Google. Un’esperienza utente sempre più diretta e focalizzata sulla ricerca e l’anticipo dei trend.

L’advertising in Google è stato introdotto nel 2000, da allora ha subito diverse variazioni estetiche e di posizionamento, seguendo sempre i trend di design anticipati dalla casa madre.

Queste evoluzioni, oltre che la rimozione degli annunci dalla colonna destra, hanno reso gli annunci a pagamento molto simili ai risultati di ricerca tradizionali.

storico-search-engine-advertising

 

Ad oggi la visualizzazione esplicita delle campagne è ridotta al minimo, in pratica solo una scritta in grassetto, e risulta di difficile interpretazione per chi non è del settore, che premia per lo più il primo risultato pertinente che trova (spesso quello sponsorizzato).

Alimentando l'algoritmo e la sua monetizzazione.

Ultima riflessione

Ora che conosci un po' meglio il dietro le quinte di Google, sei ancora disposto a cliccare a caso il risultato sponsorizzato anche se poco sotto trovi il risultato organico?

Che effetti a livello macroscopico oltre che microscopico può avere? A livello macroscopico, potrebbe contribuire all’aumento del monopolio di un'azienda che forse non rispetta più il suo manifesto originario "Don't be evil". A livello microscopico, potrebbe costare clic ad aziende già ben posizionate organicamente e, in fin dei conti, prenderci per il naso.

Scrivi nei commenti le tue riflessioni, esperienze o qualsiasi altro pensiero che ti venga in mente. Non vedo l'ora di leggere le vostre risposte!

Domande frequenti

  • 29 Maggio 2024
  • Silvio - Marketing Specialist
Siamo partner ufficiali